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Ssangyong Tivoli: recensione e prova su strada | HDtest

By 11 agosto 2018 No Comments

Il test della Ssangyong Tivoli 1.6 turbodiesel con il cambio automatico a 6 rapporti. Un crossover dall’aspetto piacevole e con uno stile un po’ originale. Tra i suoi punti forti abitabilità, dotazione di serie e prezzo. Ma non solo…

Nuovo stile e nuova vita per il brand

Questo crossover di segmento B, che ha debuttato nel 2015 al Salone di Ginevra, ha dato il via a un nuovo corso per la Casa coreana: con un design molto dinamico, su una piattaforma inedita e con nuovi motori, con uno stile decisamente più europeo. Si è fatta subito notare con un look personale e il carattere deciso. E’ ben bilanciata e proporzionata, pensata anche per una clientela più giovane, che può scegliere tra colori vivaci e diverse varianti cromatiche con carrozzeria e tetto a due toni. A soli due anni dal lancio, si è rinnovata in alcuni dettagli, che l’hanno resa ancora più interessante: per esempio, ora ha un nuovo paraurti anteriore con i fendinebbia a LED.

E’ tutta un’altra storia rispetto alle vecchie Ssangyong di una volta: anche l’abitacolo di Tivoli si presenta bene, grazie ad interni realizzati con buone finiture, con materiali economici ma dal design gradevole. Sembra anche assemblata con cura. Se la scegliete con i vari pacchetti opzionali disponibili, come in questo esemplare che ha gli interni in pelle, saprà anche gratificarvi.

Quest’auto non delude le aspettative di chi cerca anche praticità e comodità: ci sono tanti vani portaoggetti, dal portaocchiali allo spazio a vista sopra il cassetto laterale. Grandi e comodi anche i porta bottiglia nelle portiere e tra le sedute posteriori. Non posso dire la stessa cosa invece del vano bagagli, con una capacità di poco superiore a un’utilitaria, però si può arrivare a 1.115 litri abbattendo gli schienali posteriori (60:40) su un piano quasi piatto ma abbastanza comodo. Peccato per la soglia di carico un po’ alta.

Si viaggia comodi e sicuri

Mi metto al volante e subito mi trovo a mio agio sul sedile, anche con la mia taglia: è ben profilato ai lati della seduta e dello schienale, e si regola addirittura anche l’altezza della cintura. Ho potuto apprezzare la comodità della seduta in un lungo viaggio: in effetti non stanca anche sulle lunghe percorrenze. In questa versione quelli anteriori sono riscaldabili.

Il volante ha una buona ergonomia e sono comodi i comandi per audio e cruise. La limitata vetratura, scelta per privilegiare lo stile esterno, toglie non poca visibilità e ci vuole l’assistenza al parcheggio: per fortuna è di serie la telecamera di retromarcia, perché lunotto piccolo e montanti posteriori ampi non aiutano di certo nelle manovre.

Nell’aggiornamento più recente hanno cambiato anche l’illuminazione del quadro strumenti, ora più morbida e gradevole con il nuovo colore orange. Trovo però che sia un po’ troppo affollata la zona dei comandi centrale sotto il display.

E’ abbastanza intuitivo da usare lo schermo touch da 7”, con il quale si gestiscono la radio, i lettori mp3 collegati alla presa USB, la retrocamera e anche il navigatore TomTom, con 5 anni di aggiornamento delle mappe incluso.

Comodo anche il divano posteriore, che può ospitare senza problemi tre persone, anche quella al centro, che di solito è quella più sacrificata: qui c’è molto spazio per le gambe e sopra la testa anche per quelli più alti, come su una vettura del segmento superiore. Insomma è un crossover comodo per la famiglia, spazioso, ma in taglia compatta.



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