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Invisibilità grazie allo Spectral Cloaking: ricerca dal Canada

By 3 luglio 2018 No Comments


Un team di ricercatori canadesi ha inventato una tecnologia che potrebbe rendere invisibile un oggetto in condizioni di illuminazione normali, come per esempio l’esposizione alla luce solare. Altri metodi noti finora hanno un approccio radicalmente diverso, ma funzionano con luci di un colore specifico.

Il colore di un oggetto è dato da quali frequenze “rimbalzano” sulla sua superficie e quali invece vengono assorbite. Le frequenze che rimbalzano vengono catturate dal nostro occhio che le traduce in colori. I “tradizionali” sistemi di invisibilità (parziale, quantomeno) fanno in modo che le radiazioni, invece che rimbalzare indietro, si diffondano sulla superficie dell’oggetto; il metodo ideato dai canadesi, invece, prevede un filtro che trasferisce l’energia di una frequenza che rimbalzerebbe ad una frequenza che invece viene attraversata.


Il corpo viene quindi investito dall’intero spettro luminoso senza perdita di energia; successivamente, un secondo filtro ripristina l’energia alla frequenza che è stata “azzerata”, creando così l’illusione di invisibilità. In questa fase il problema è la direzione: l’effetto funziona solo quando si guarda l’oggetto dalla stessa angolazione della fonte luminosa. I ricercatori ritengono già ora di poterlo aggirare, con l’obiettivo nel lungo termine di rendere l’oggetto invisibile da qualsiasi angolazione.

Se rendere invisibile un oggetto è ancora un sogno lontano, la tecnologia potrebbe essere già in grado di rendere la trasmissione di dati più sicura: oggi i dati viaggiano su fasci di luce grazie alle fibre ottiche, d’altra parte. La tecnica di “Spectral Cloaking” potrebbe rendere temporaneamente invisibile una certa quantità di dati; e se i dati sono invisibeili, non si possono intercettare.


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