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Gaming da mobile: lo smartphone è una console, facciamocene una ragione

By 12 ottobre 2018 No Comments


Il gaming mobile non piace a nessuno ma tutti ci giocano: nel 2018 il 51% dei ricavi dell’intera industria del videogioco proverrà dalle piattaforme mobili, mentre console e PC si divideranno – in maniera quasi uguale – il restante 49% dei ricavi.

Impossibile quindi non poter tenere in seria considerazione un fenomeno che per le software house non rappresenta una semplice nicchia, bensì il primo motore di traino dell’intero mercato. D’altronde questo esito sarebbe stato ampiamente prevedibile se si fosse prestata attenzione a come si sono evoluti smartphone e tablet nel corso degli anni.

Sin dal lancio di iPhone e iPod Touch, Apple ha iniziato a confrontare le vendite dei suoi dispositivi e del rispettivo software a quanto realizzato dalle console portatili, cominciando da DS e PSP. Già nel tardo 2009 gli smartphone iOS e Android erano in grado di proporre esperienze di gioco (principalmente 2D) molto simili a quelle presenti sulle piattaforme Sony e Nintendo. Basti ricordare l’ormai scomparsa serie di RPG Zenonia, o il successivo Chaos Rings, senza tralasciare il salto qualitativo fatto dalla serie Asphalt dal capitolo 5 in poi, per poi giungere a produzioni tecnicamente più impegnate come la serie di Infinity Blade e via dicendo.


L’hardware per giocare non manca di certo…

Insomma, il gaming mobile ha accompagnato mano nella mano l’evoluzione delle piattaforme mobile e per anni ha rappresentato l’unico modo realmente efficace per trarre il massimo dalle prestazioni hardware degli smartphone.

Assieme allo sviluppo di hardware sempre più potente si sono affiancati i progressi fanti in ambito software, grazie alle nuove librerie grafiche, come nel caso di Metal e Vulkan, le quali hanno permesso di innalzare ulteriormente il livello qualitativo, portando per la prima volta effetti e rese grafiche molto più simili a quelle delle console casalinghe – in particolare quelle della scorsa generazione. Uno Shadowgun Legends o un Fortnite mobile risulterebbero perfettamente credibili e a loro agio su PlayStation 3 o su Xbox 360.

I progressi fatti nella realizzazione di SoC destinati a piattaforme mobile ha influenzato in maniera impressionante anche lo sviluppo dell’hardware di una certa console di attuale generazione, visto che Nintendo ha potuto pescare a piene mani -senza introdurre modifiche sostanziali – da una piattaforma mobile come Tegra X1, nata per il mondo Android , per poter realizzare uno dei suoi più grandi successi degli ultimi 5 anni, ovvero Nintendo Switch.

Difficile ipotizzare il debutto di una simile proposta in un mondo in cui il gaming mobile non fosse esistito, tant’è che il suo predecessore – Wii U – ha fallito miseramente nel proporre lo stesso tipo di esperienza, proprio per via di un hardware troppo legato al settore home per poter essere inserito in una vera piattaforma ibrida.

Ci troviamo quindi in un periodo fatto di smartphone gaming e giochi mobile sempre più complessi – sia nel gameplay che nella realizzazione tecnica -, ma ancora oggi il grande pubblico sembra aver difficoltà nell’accettare quello che le grandi software house hanno già capito: il futuro del gaming passerà per forza dai dispositivi mobili.

Molti produttori di smartphone hanno scelto di cavalcare sin da subito quello che sarà il principale trend dell’industria videoludica nei prossimi anni, ed ecco quindi arrivare prodotti come Xiaomi Black Shark, Nubia Red Magic e molti altri che citerò in seguito, assieme ad una vasta gamma di accessori, come i controller Gamevice, seppur ancora poco supportati su larga scala.


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